AVVERTENZE SULLE RECENSIONI

I pareri espressi sono di natura esclusivamente personale e quindi soggettivi, non hanno alcun scopo di lucro e le recensioni si intendono svolte nel pieno rispetto del copywright di autori ed editori.

venerdì 17 febbraio 2012

UNCINETTO - 300 trucchi e consigli del mestiere - Jean Eaton - Edizioni Il Castello


DATI GENERALI
Testo molto conosciuto e reperibile facilmente in rete ad un prezzo che varia dai 18 euro di listino, ai 15,30.

STRUTTURA
Diviso in 7 capitoli che trattano dagli uncinetti e i filati da utilizzare alle tecniche di base, le diverse lavorazioni e la confezione.


PARERE DELLA SOTTOSCRITTA ME MEDESIMA

Come forse si sarà capito dagli scarni dati tecnici, sono in enorme difficoltà nella recensione di questo testo, che a suo tempo acquistai fuorviata dal titolo che prometteva TRUCCHI e CONSIGLI, mentre tratta in prevalenza di tecniche di lavorazione, con la descrizione dei punti base.
Tecniche già illustrate nel volume della stessa autrice relativo ai quadrati per i copriletti, e non corredato in questo caso, come sarebbe stato auspicabile, di una galleria di punti extra, facendo di questo libro un mero doppione di cui avrei fatto volentieri a meno.
E' da aggiungere che alla formazione di questo  mio parere negativo hanno contribuito anche alcuni "cosiddetti consigli" che l'autrice elargisce.. due per tutti.... se il vostro uncinetto appiccica lavatelo con l'acqua tiepida e detersivo.... oppure... faticate a leggere lo schema del lavoro perchè troppo piccolo?  ingranditelo con il fotocopiatore.
Non ho contato questa volta se i trucchi e i consigli fossero realmente 300, in ogni caso posso dire con certezza che le tecniche che hanno risvegliato un mio interesse si trovano in  sole 6 pagine, su un totale di 157, e riguardano la vestibilità dei capi di abbigliamento, la descrizione della maglia alta e della maglia alta doppia estesa, il punto incrociato con la maglia alta doppia, la lavorazione a spirale, la posizionatura delle perline nella lavorazione a dritto e la messa in forma e stiratura.
Il resto... ho fatto proprio fatica persino a leggerlo perchè espresso in maniera descrittiva, e non così passo passo come descritto nelle recensioni presenti nel web, recensioni, tra l'altro, che sono praticamente tutte eguali.
Marginalmente avrei anche da dire che ci sono alcuni "trucchi e consigli" sui  quali mi sono trovata in netto disaccordo.. uno per tutte la giunzione dei filati, che mai e poi mai farei come descritto.

CONCLUSIONI
Un titolo più "sincero" non avrebbe guastato, a mio parere sconsigliato per chi non è alle prime armi e soprattutto per chi ha già altri testi sull'argomento in quanto non innovativo e originale come promesso.

sabato 21 gennaio 2012

ARTE E TECNICA DELL'UNCINETTO - 200 moduli quadrati - Jan Eaton - Edizioni Il Castello


DATI GENERALI
Libro molto conosciuto e molto recensito nei siti internet di vendita libri, dove attualmente risulta facilmente reperibile. In mio possesso l'edizione del 2005, mentre in circolazione si trovano alcune ristampe successive per un costo che va dai 19,50 ai 16.57 euro. 
Nel libro vengono illustrati numerosi quadrati utilizzabili per ottenere copriletti, copertine o cuscini.


STRUTTURA

Il testo si divide in alcune sezioni.

- La prima si occupa di fornire diverse modalità di abbinamento dei quadrati con particolare attenzione ai colori, sfruttando nel contempo i diversi "versi" di lavorazione dei quadrati.

- La seconda propone 12 lavori tra coperte, copertine e cuscini.

- La terza descrive 212 quadrati, corredati da una fotografia, il senso di lavorazione (ricordiamoci che si può ottenere un quadrato lavorando in diagonale, a Elle, in tondo e più tradizionalmente in orizzontale), la spiegazione per esteso, nonchè un suggerimento finale di tre possibili quadrati da abbinare.

- La quarta descrive le tecniche basilari di lavorazione dell'uncinetto e alcuni possibili bordi di finitura. 

PRO
Indubbiamente interessante la prima parte, che non solo aiuta a utilizzare e miscelare i colori per creare un proprio progetto, ma sfrutta appieno il senso di lavorazione dei quadrati e le figure che ne derivano, con palese rimando alle tecniche di composizione del patchwork, ovvero l'ottenimento di figure complesse a partire da figure più semplici.
Bellissimi i progetti proposti con gusti che spaziano dal classico, al romantico e quasi allo psichedelico (bellissima coperta!).

CONTRO
La terza parte invece ahimè riserva qualche elemento negativo, in primis la mancanza di schema per ogni quadrato, a favore della sola descrizione per esteso.
Secondo elemento negativo è il numero dei quadrati proposti.
Senza contare che dei 212 proposti alcuni hanno come base il granny (chiamiamolo anche old america o vecchia america), altri la lavorazione a Elle, altri ancora la lavorazione in diagonale, dal n. 101 in poi il conteggio dei suddetti risulta oltremodo fantasioso. 
Mi spiego.
Il quadrato n. 101 presenta una foto ed una spiegazione.
Nonchè, nella stessa pagina, altre 3 foto dello stesso quadrato in ulteriori diversi colori, con un conteggio che sale dal 101 al 102, al 103 e al 104.
Quattro quadrati differenti solamente per i colori usati, ma conteggiati tutti come fossero diversi.  
Sarà.. ma si sorge spontaneo dissentire da questo tipo di conteggio, e considerare che i quadrati dal 101 in poi siano solo 28. Per un totale decisamente inferiore ai 212 dichiarati.
     
CONCLUSIONI
Irritanti i contro, ma favolosi i pro, soprattutto per chi ama il colore.
Personalmente lo trovo una grande fonte di ispirazione (vedasi sotto)
forse però non molto adatto per chi vuole moduli più complessi.
Magari, prima di acquistarlo, meglio darci un'occhiata per essere sicuri che sia coerente con i propri gusti.

mercoledì 11 gennaio 2012

Enciclopedia dei punti all'uncinetto - di Betty Barnden - Edizioni Il Castello

ENCICLOPEDIA DEI PUNTI ALL'UNCINETTO - autore Betty Barnden - edizioni Il Castello
DATI GENERALI
Uno dei più consultati testi della Tilly libreria, titolo originale inglese "The crochet stitch bible", edito in prima edizione con fogli a spirale nel 2004 e riedito successivamente nel 2009 con normale attaccatura a libro.
Attualmente reperibile in librerie e nelle vendite su internet (ma non stranamente sul sito delle edizioni Il Castello) per un prezzo che varia da 23,80 (listino) a 18,00 o 15,00 euro o, se usato, anche a meno.
Il libro tratta essenzialmente di punti all'uncinetto con accenni alle tecniche di lavorazione.

STRUTTURA
La prima sezione descrive materiali e attrezzature, i punti sia basilari che particolari corredati dai relativi simboli, le tecniche di lavorazione, l'unione e confezione del lavorato,il punto Tunisi.
La seconda sezione
Tratta dei punti all'uncinetto descritti con:
nome. numero di maglie utili da impostare per ottenere il punto completo, foto di un campione, descrizione del punto sia con i simboli sia con descrizione per esteso.

I punti sono i seguenti:
8 punti base
21 punti pieni
18 punti a ventaglio e a conchiglia
41 punti tra rete, traforati e a pizzo
15 bordure
19 punti noccioline e petali
9 punti allungati
10 punti in rilievo
10 punti a uncinetto Tunisi
17 punti con più colori
28 moduli di forme diverse (quadrati, tondi, triangolari) o fiori 
12 punti speciali

La terza sezione presenta alcune tabelle con le abbreviazioni e i simboli usati nel testo, nonchè un glossario dei termini.

CONTRO
Difficile capire il motivo per cui, per l'esecuzione dei campioni, si sia usato un filato che ad occhio sembrerebbe di viscosa lucida con colori che vanno dal lilla al  blu chiaro, all'azzurro el verdino e ahinoi addirittura al giallo, mentre i punti con più colori sono lavorati con un beigino, un verdino  e un verdone veramente terrificanti.
L'effetto lucido del filato viscosa ha inoltre ulteriormente "depresso" nitidezza della visione dei punti mostrati nonchè addirittura la stessa esecuzione dei campioni.

PRO
Fortunatamente il contro di cui sopra è a  mio parere l'unica cosa negativa di questo testo. 
I punti descritti sono molti, ben spiegati sia a livello di schema (la mia modalità preferita) che a livello di descrizione.
I moduli e i fiori sono i basilari e opps... il tanto citato granny ha finalmente il suo nome antico... ovvero "quadrato vecchia america". 

CONCLUSIONI
Un buon testo completo IN ITALIANO che ha in più il pregio di essere facilmente reperibiile.
Da prendere in considerazione.

sabato 7 gennaio 2012

Il fai da te dell'artigianato creativo (Reader's Digest)

Ho notato che tra i buoni propositi per il nuovo anno moltissime hanno inserito il: leggerò almeno 20 libri..
Presumo per quasi certo che vengano intesi libri di narrativa, libri per i quali è facile trovare recensioni a go go... ma.. e se così non fosse?
Se venissero inclusi nelle letture anche i manuali del fai da te per i quali, a quanto mi consta, spesso non esiste alcuna recensione?

E quindi ecco prendere il via su questo blog fino ad ora dedicato ai tutorial una sezione che tratterà la recensione dei manuali in mio possesso, recensione che avrà alcune semplici regole:

1) i libri trattati saranno sia di attuale che di non facilissima reperibilità
2) per ovvii motivi di copywright potrò solo mostrare la copertina di ogni manuale
3) il contenuto verrà descritto brevemente, illustrandone pregi e difetti e argomento più interessante.

Alcuni testi come segnalo nel punto 1) non solo sono di difficile reperibilità ma addirittura fuori commercio, ma  saranno comunque presi in esame perchè potrebbero essere diversamente reperiti nel circuito dell'usato, dove, per quel che mi riguarda, ho trovato alcune delle migliori opere in mio possesso (per giunta ad un prezzo decisamente conveniente).

Questa sezione potrà non sembrare molto, ma alzi la mano chi non ha mai acquistato libri su internet solo perchè titolo e copertina sembravano accattivanti... io l'ho alzata, non sò voi...

Inaugura la sezione:

IL FAI DA TE DELL'ARTIGIANATO CREATIVO - Selezione dal Redaer's Digest  


DATI GENERALI: Si tratta del più antico libro della mia libreria, 1° edizione del 1983, 431 pagine, attualmente fuori commercio, che descrive 34 argomenti più due sezioni riguardanti le caratteristiche essenzialli della postazione di lavoro e il come riportare un disegno in scala.

Gli argomenti trattano:
cuoio
macramè
decoupage
candele
cartapesta
cesteria
tessitura
batick e "lega e tingi"
vetri d'arte
string art
origami
ceramica
trapunto e patchwork
tappeti
lavori con perline
restauro della porcellana
pittura
stampa
stampa su tessuto
stampinatura (o come si dice adesso.. "stencil")
collage
intaglio del legno
lavorazione dei metalli
piante d'appartamento
bonsai
essicazione dei fiori
mosaico
lavorazione delle pietre preziose
gioielleria
smaltatura
lavorazione del legno
restauro dei mobili
cornici
legatoria.

STRUTTURA: Per ogni voce vengono accennate le origini storiche, descritte le caratteristiche dei materiali e delle attrezzature da usare, spiegate le diverse tecniche, a volte persino date istruzioni per la fabbricazione da sè di alcuni strumenti come il telaio da stampa per serigrafia, o un telaio a cornice per la tessitura di tovagliette, e presentati alcuni specifici lavori con istruzioni e numerose fotografie.

CONTRO: Molti di questi argomenti non sono praticati moltissimo e sicuramente richiedono più informazioni tecniche di quanto illustrato, come ad esempio la ceramica, la smaltatura, o la lavorazione del legno e del cuoio, altri ancora non sarebbero inclusi in un libro di nuova pubblicazione, come le piante di appartamento (ben trattate anche se sinteticamente).

PRO: Per quelli in cui invece posso dire qualcosa.. Le spiegazioni sono dettagliate, sia sul come fare che sul cosa usare e i progetti spiegati bene e dettagliatamente.
I miei argomenti preferiti riguardano i tappeti (ad ago, con punteruolo, all'uncinetto), trapunto e patchwork (con incluse le istruzioni per le applicazioni e la trapuntatura), stampa su tessuto e stencil.

CONCLUSIONI: un bel libro da avere e conservare, e soprattutto da rileggere spesso. Se vi capita di posarci gli occhi sopra, consideratelo un possibile acquisto.

domenica 11 settembre 2011

Berretti filato Cancun con telai knifty knitter

I seguenti berretti sono stati fatti con due telai diversi:
il primo a sinistra (visivamente più largo) con il telaio viola rotondo a 48 pioli
il secondo a destra (visivamente più stretto) con il telaio rettangolare a 62 pioli.
Filato utilizzato: misto 75%lana, 25% acrilico - 50 gr. - mt 100 circa.



Primo a sinistra:

giro 0: Sul telaio viola fare un nodo semplice sul piolo laterale sporgente del telaio, quindi impostare i punti sui pioli avvolgendoli in senso orario.
giro 1: lavorare tutti i pioli a punto knit
giro 2: lavorare tutti i pioli a punto e-wrap
Ripetere la sequenza dei giri 1-2 e dopo 3/4 giri sciogliere il nodo fatto all'avvio, quindi proseguire il lavoro fino al giro n.20 a punto e-wrap.
giro 21: portare sopra i punti del giro n.20 i punti del giro 0 come illustrato qui però, invece di chiudere le asole come indicato fare un nuovo giro a punto knit prendendo con l'uncino insieme i punti del giro 20 e del giro 0 insieme come fossero uno solo.
giro 22 e seguenti: continuare la lavorazione alternata di knit ed e-wrap sino a raggiungere la lunghezza desiderata (in questo caso 26 cm circa).
A questo punto tagliare il filo lasciando una lunghezza residua di circa 30/40 cm.
Con un ago da lana passare il filo residuo all'interno di ogni asola e quindi rimuoverle dal telaio. Tirare delicatamente il filo per chiudere completamente l'apertura e fermare il filato sul rovescio del berretto.




Secondo a destra


Giro 0: sul telaio rettangolare fare un nodo semplice su uno dei due pioli sporgenti del telaio, quindi impostare i punti sui pioli avvolgendoli in senso antiorario.
Giro 1 e seguenti fino al giro 20: lavorare tutti i pioli a punto knit, sciogliendo il nodo semplice dopo 3/4 giri di lavoro.
Giro 21: portare sopra i punti del punto 20 i punti del punto 0 come descritto nel berretto sopra, con l'avvertenza di fare questa operazione con molta cura, perchè essendo questo il telaio rettangolare l'operazione è decisamente più difficoltosa.Giro 22 e seguenti: continuare la lavorazione a punto knit fino a raggiungere le dimensioni desiderate (cm. 25 circa), chiudere come descritto nel berretto precedente.

mercoledì 1 settembre 2010

Tutorial fodera borsina blog candy

La prima "operazione di fodera" che presento è relativa alla borsina che ho predisposto per il blog candy, ai ferri e dalla forma molto semplice, ovvero a trapezio.

Preso il modello ai ferri avendolo già assemblato - avanti + dietro - l'ho posizionato sopra una superficie morbida cercando di stenderlo nel modo più ampio ma naturale possibile (lo sò che la foto è diffente, infatti ho fatto il contrario ma per fortuna non è successo niente di grave!)

Ho fermato il modello sulla superficie sottostante con l'uso degli spilli
e misurato le dimensioni del pezzo: altezza (32 cm) e le due diverse larghezze della cima (27 cm) e del fondo (36,5 cm)


Presa la stoffa di cotone, che in questo caso specifico era abbastanza sottile, l'ho piegata a metà facendo combaciare le cimose (ovvero avrei voluto farlo....)

Breve parentesi: Le cimose sono le estremità laterali della pezza di stoffa, ovvero i bordi rifiniti della pezza, e la distanza tra le cimose corrisponde alla altezza della stoffa, mentre la lunghezza è quel valore variabile che dipende da quanta se ne è acquistata.

Comunque continuiamo ....
di solito il cotone è un tessuto stabile e piegando la stoffa come detto non dovrebbero formarsi grinze o pieghe ma potrebbe capitare anche il contrario, come sotto



ho cercato quindi di sistemare la stoffa ad occhio in modo che il piegato fosse perfettamente liscio, anche se poi le cimose non corrispondevano più perfettamente (fossero stati pantaloni sarebbe stato grave ma per una fodera si può chiudere un occhio).


Con un foglio di carta traslucida e con i valori ottenuti dalla misurazione sopra ho riprodotto in questa carta il modello della borsa in un unico pezzo comprendente sia il davanti che il dietro (vedi foto successiva)

Sopra la stoffa piegata ho messo il modello in carta in modo che una delle cime del modello fosse parallela alla piegatura della stoffa (o alle cimose se queste fossero state combacianti).

Nota bene: nella foto sottostante la piegatura è a sinistra, le cimose diseguali a destra.. chiedo scusa per la scarsa qualità dell'immagine.

Ho spillato il modello in carta sulla stoffa cominciando dai punti più estremi (vedi foto) per poi proseguire su tutto il pezzo.

Poi con l'ausilio di una matita e di un piccolo righello ho segnato i margini per il taglio della stoffa
(circa 1/2 cm)

Con il filo da imbastire ho contornato il modello in carta, ho quindi tolto spilli e carta

Ulteriore breve parentesi. Questo sarebbe il momento giusto per applicare una tasca alla fodera, ma per non dilungarmi troppo sarà eventuale argomento di altro tutorial (e sempre che la cosa possa risultare interessante..)
Ho chiuso il modello a libro e seguendo come traccia le imbastiture e ho cucito lungo i lati laterali
Era tempo quindi di fare le prove.. ovvero inserire la fodera nella borsa ai ferri e dare un'occhiatina per verificarne le misure e stabilità.

Poichè ho preso le misure "integrali" della borsa ai ferri, e quindi fodera e borsa ai ferri sono eguali è probabile, anzi certo, che la fodera sia grandina rispetto alla bisogna.

Con questa prova ho verificato quanto fosse l'eccesso, quindi ho tirato nuovamente fuori la fodera e ripetuto la cucitura su uno dei laterali spostandola per quanto necessario verso il centro... se la diferenza fosse stata molta avrei diviso l'eccesso tra entrambi i lati.

Riguardando la foto soprastante infatti la tasca non risulta più perfettamente centrata (ma è una fodera e la cosa non è grave).

Per quanto riguarda la verifica della stabilità ho spillato anche i manici... sembra che cada bene!
Ho tolto la fodera dalla borsa e misurato con precisione dove posizionare i manici (due manici in plastica rigida con piccolo "avvio" in canetè doppiato) Cucito i manici alla fodera come da foto

Inserito nuovamente la fodera nella borsa e fatte combaciare le estremità sia della fodera che della borsa (i laterali insomma!)
nonchè il punto centrale
spillato queste posizioni distribuendo eventuali differenze rimaste tra la borsa ai ferri e la fodera nei punti tra questi

Cucito a mano la fodera alla borsa sottostante
ma per fare le cose ancor più carine ho cucito (sempre a mano) e sopra questa cucitura, una fettuccia di canetè (lo stesso che è stato utilizzato per i manici),

in modo da rifinire maggiormente la borsa, e dando una maggiore stabilità alla cima....
a pensarci bene quindi quella che si tiene in mano è una fodera in cotone a cui stà attaccata una borsa ai ferri... non è buffo?
E con questo chiudo il tutorial fodera che non comprenderà chiusura nè il fatto a maglia, augurandomi che non sia stato troppo noioso... chi volesse avere l'eventuale possibilità di verificare con mano il progetto... potrà iscriversi al candy!

(scadenza 15 settembre)

domenica 29 agosto 2010

Riflessioni sulle fodere per borse uncinettate o knittate - parte prima

Qualche giorno fa ho parlato di fodere con una bravissima bloggher che fa prevalentemente uncinetto, e mi sono resa conto che, come mi ha contestato mamma resa edotta della conversazione, mi stò comportanto come ho accusato spesso lei (mamma) di fare (quando mi spiegava le cose), ovvero dò un pò di cose per scontate.
Morale, farò qualche post, spero non troppo pedante, riguardante le fodere delle borse uncinettate o knittate, e con l'avvertenza che io faccio così, ma non è detto che sia il metodo migliore..

Punto primo
io fodero qualsiasi borsa.. tranne questa sotto che è stata la prima borsetta che ho fatto tutta da sola (ma ero in montagna e quindi impossibilitata a farlo)..
questa, che è la seconda, già è foderata (e poverina non guardatela troppo da vicino che necessiterebbe di accurata manutenzione nella sezione perline)
Punto secondo: quale fodera usare?
Per quel che mi riguarda mai andare in un negozio e dire di voler acquistare fodera con il venditore (come ho fatto appunto ieri).. perchè quel che ci verrà mostrato apparterrà alla categoria delle stoffe sintetiche scivolose, sottilissime e incucibili a mano.
Infatti trovo che il cotone, tinta unita o fantasia a seconda del gusto, sia più che adatto.
Questo:
  1. perchè evita una fiorita serie di parolacce che, appunto, non vengono dette durante la lavorazione quando il pezzo sembra voglia stare dappertutto fuorchè in mano....
  2. perchè tanto le cose in una borsa entrano comunque per forza di gravità, il cotone è già di per sè agevole, e non serve che vi "scivolino" dentro.. e poi temo che più che dentro, certi sintetici, aiutino le cose a... scivolar fuori (!)
  3. perchè il cotone comunque ha un discreto spessore e non rischia che un oggetto appuntito - come una chiave o un fermaglio - possa rovinarlo o lacerarlo
  4. perchè questo suo spessore aiuta a sostenere la borsa.
Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto - lo spessore - potrà essere necessario un cotone più o meno spesso, a seconda della lavorazione dell'esterno più o meno sostenuta.. al limite si potrà anche optare per l'acquisto del tessuto, in genere beige, che si utilizza per tappezzare gli interni dei divani, o si potrà in alternativa fare una fodera doppiata senza dover ricorrere a rinforzi particolari (che si usano invece per ricami e patchwork).
Questo sempre che il lavorato di cotone o lana non sia traforatissimo e praticamente impalpabile... che se così fosse avrei invece qualche riserva sul fatto che sia adatto per "borseggiare"..

Punto terzo:
il tessuto in stoffa prima dell'uso deve essere messo a bagno in acqua calda.. quando diventa fredda messo ad asciugare, e quindi riposto (chi vuole se lo stira al momento o dopo.. io lo faccio dopo ma si dovrebbe fare prima).
Sicuramente appena acquistato il tessuto è più bello, ma ci sarà un momento, prima o poi, in cui sarà necessario lavare la nostra povera borsa (rigorosamente a mano con detersivo per delicati, senza sfregare tropppo e con asciugatura in forma e all'ombra), ormai magari un pò macchiata o con i bordi scuriti dalla polvere... e sarebbe un peccato che in quell'occasione possano succedere disastri quali: perdita di colore della fodera e/o restringimento della medesima oltre i limiti consentiti...